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Intervista a Alessandro Cirillo

Intervista a Alessandro Cirillo, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

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Attacco allo stivale - Thriller d'azione
Attacco allo stivale – Thriller d’azione

Se qualcuno prima del 2011 mi avesse predetto che sarei riuscito a scrivere un libro non gli avrei sicuramente creduto. A scuola non ho mai brillato nei temi e se devo dirla tutta non conosco nemmeno alla perfezione la grammatica italiana (ma sono sicuro di non essere da solo). Tuttavia ho scoperto di avere molta fantasia che riesco a mettere nero su bianco creando delle storie avvincenti. La scrittura è così diventata una delle mie attività preferite, soprattutto da quando ho scoperto che i miei scritti sono anche apprezzati.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Fino da quando ero bambino ho avuto interesse per le Forze armate, sognando di arruolarmi un giorno nell’Esercito. Purtroppo a causa un leggero problema alla schiena non sono riuscito ad arruolarmi. La passione che ho sempre coltivato è rimasta dentro di me. Ho iniziato a divorare libri di azione e storici fino a quando ho iniziato per caso a scrivere. Quindi nei miei lavori, che siano libri o articoli di carattere militare, riverso tutta la passione che ho per queste cose.

Parla della trama del tuo libro
Attacco allo stivale è il mio romanzo d’esordio, seguito recentemente da Nessuna scelta. Come accennato precedentemente sono un divoratore di romanzi d’azione, iniziando dal maestro Tom Clancy. Il thriller d’azione è un genere molto apprezzato ma tendenzialmente di fattura anglosassone. Grazie ai film di Hollywood siamo abituati a immaginare scene d’azione per le strade di New York o Washington, per esempio. Per il lettore italiano è difficile immaginare un inseguimento per le strade di Milano. Nonostante questo ho provato a cimentarmi in un romanzo d’azione con protagonisti italiani e ambientato prevalentemente in Italia. Il libro ruota intorno alle avventure di un membro dei servizi segreti italiani che cerca di impedire un attentato a Roma durante la festa della Repubblica, ad opera del Justice of Allah. Il Joa è un organizzazione terroristica di matrice islamica inventata da me. Nel libro si trovano esplosioni, inseguimenti, sparatorie e intrecci politici proprio come nei romanzi anglosassoni.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
C’è un personaggio che sotto alcuni aspetti è la persona che mi sarebbe piaciuto diventare quando ero ragazzo.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Non credo di essere in grado di inventare storie di generi diversi dal thriller d’azione. Comunque mai dire mai.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Per il momento sto collaborando con la rivista militare Combat Arms Magazine scrivendo articoli sulle Forze armate italiane. Inoltre ho quasi ultimato il mio terzo romanzo. La mia speranza è diventare un punto di riferimento per gli amanti del thriller d’azione, almeno per quelli italiani.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Tanta pazienza, attenzione ai personaggi poco raccomandabili (ovviamente all’interno dell’editoria) e prendere il tutto come un bellissimo gioco.

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