Crea sito

Intervista a Stefania Chiappalupi, a cura di Maurizio Priano

Intervista a Stefania Chiappalupi, a cura di Maurizio Priano

Apparsa sul giornale “Panorama di Novi”

Lei ha iniziato a comporre poesie a 12 anni: cosa la spinse a farlo? Un qualche episodio in particolare?unoccasioneunica

Ho scritto la mia prima poesia all’età di dodici anni. In quel periodo ero una fans di Renato Zero, potevo considerarmi una vera Sorcina. Mio padre mi accompagnò a vedere un suo concerto e ne rimasi davvero affascinata. Quel suo essere così diverso dagli altri, così eccentrico per quel  periodo mi illuminò a tal punto da indurmi a scrivere quella che sarà la mia prima poesia “Uomo”, che a lui ho dedicato. La poesia racconta  di un uomo che vive dietro una maschera e  alla fine toglierà per rivelare al mondo intero il suo vero volto. Sono stata anche lungimirante nei confronti di Renato Zero, in quanto adesso non canta più travestito, ma questa è un altra storia.

Ha scritto molte poesie: quali i loro argomenti? Emozioni? Sentimenti? Che cosa era prevalente allora e che cosa prevale adesso?

Negli anni ’80/’90 ho scritto diverse poesie in particolar modo dedicate alla scuola, alle mie amicizie, l’amore tra adolescenti etc. Tuttavia ero spinta a scrivere ogni qualvolta provavo un emozione forte come un brutto voto a scuola, un incidente di un caro amico, la perdita prematura di una mia amica. Era come se scrivendo riuscissi a colmare il vuoto che si creava dentro di me e la sensazione di tristezza che provavo nella poesia si trasformava sempre in qualcosa di positivo. In ogni caso nelle mie poesie è sempre il sentimento che regna sovrano.

Perché il libro “Un’occasione unica”, passare dalla poesia alla narrativa e questo significa che lascerà la prima?

No, anche se ho iniziato a dedicarmi alla narrativa non lascerò la poesia, in quanto è una compagna di viaggio per me. Come viaggio intendo quello della vita, e lo sarà sempre. Le mie emozioni riesco a trasmetterle solo attraversa la poesia.

Come le è nata la trama del romanzo, da che cosa ha tratto spunto?

Diversi anni fa feci un viaggio in Israele e mi innamorai di quel paese, in particolar modo di Gerusalemme. Una meravigliosa città ai piedi del deserto dove il presente si fonde con il passato. Gerusalemme è davvero unica al mondo. Ma fu dopo il terribile episodio delle torri gemelli che si insinuò nella mia mente l’idea di scrivere un libro per creare un ponte d’amicizia tra queste due grandi culture, in conflitto ancora una volta.  Passò ancora qualche anno, ma la mia idea nello scrivere qualcosa in merito non cambiò e così dalla mia penna venne fuori Un’occasione unica “. Attratta ancora dal ricordo del viaggio in Israele pensai bene di dare i natali al mio protagonista  principale proprio a Tel Aviv.

Una storia d’amore fra una italiana ed un israeliano: lei è per una società cosiddetta multietnica e pensa che si possa realizzare? Crede che sia, nel caso, possibile nella situazione odierna?

Si, io sono per una società multietnica, d’altronde anche noi Italiani siamo sempre andati in giro per il mondo alla ricerca di un lavoro o di una vita migliore. Se altri paesi, prima di noi ci sono riusciti non  vedo perché noi non dovremmo farlo.

PrianoLei è di Roma: cosa l’ha spinta a venire ad abitare a Basaluzzo e che cosa le manca di più della capitale?

Mi sono trasferita a Basaluzzo per amore. Mio marito è nato e vive quì. Ho fatto una scelta di vita. Della capitale, banale dirlo ma mi manca terribilmente il clima, le sue lunghe e torride estati mi piacevano da morire, e poi mi manca quello spirito mondano che si respira ogni qualvolta si passeggia nelle sue vie.

Caratterialmente come si dipinge? Qual è il suo peggior difetto e la sua migliore qualità? E, parallelamente, che cosa apprezza di più negli altri?

Può sembrare una contraddizione a ciò che ho affermato prima, ma mi dipingo un tipo solitario. Preferisco una serata tranquilla in compagnia di un bel libro da leggere, oppure da scrivere piuttosto che una serata mondana in discoteca. Il mio peggior difetto senza dubbio è essere molto permalosa, mentre la mia migliore qualità è quella di essere un emerita ottimista. Riesco sempre a scorgere il sole dietro  le nuvole. Mi piace confrontarmi con gli altri, è un modo per migliorare se stessi e poi sono fermamente convinta che c’è sempre qualcosa da imparare.

Narrativa con Menzione d’onore da parte della Minerva, l’opera prima “Un’occasione unica”: che cosa c’è dietro l’angolo, un altro libro di narrativa e su che cosa se si può dire?

Si, attualmente sto lavorando ad un altro romanzo di narrativa. Diverso totalmente da “Un’occasione unica”. E’ una storia d’amore ambientata durante il secondo conflitto mondiale, ma sono proprio agli inizi.

Che cosa le piace di più nello scrivere: farlo per se stessa, il piacere di essere conosciuta, il successo, il trasmettere un messaggio

Principalmente scrivo per me stessa. Lo sempre fatto, lasciando tutto nel cassetto, ma con “Un’occasione unica ” è diverso. Non ambisco al successo, ma mi piacerebbe se in molti leggessero il mio libro per far capire loro che l’amore ha il potere di varcare anche i confini delle differenze, politiche, culturali e religiose. E soprattutto mi piacerebbe dimostrare al mondo che Dio è lo stesso per tutti, cambia solo il modo in cui si è rivelato.

Link all’acquisto

IBS

Related Post

Leave a reply:

Your email address will not be published.

11 + tre =

*

Mobile Sliding Menu

Translate »