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Recensione di Elisabetta Bagli

Il libro di Anna Cibotti “Quttro racconti… quattro” si legge tutto di un fiato. Come enunciato già dal titolo è composto da quattro racconti brevi, ognuno diverso dall’altro ma con una tematica che li accomuna: la morte e le sue sfaccettature. I protagonisti si differenziano tra di loro sia per età che per diversa estrazione sociale e nelle varie esperienze di vita vissuta, così come in ogni loro movimento, in ogni loro pensiero si avverte quel senso di impotenza e di mistero di fronte alla morte.
Ne “L’artista” si avverte l’inadeguatezza di vivere dei protagonisti che non sono in grado si costruirsi una vita insieme, nonostante la forte passione per la pittura di Oscar e le tante circostanze che lo fanno credere nei sogni, nel destino. Ma dopo un capovolgimento inaspettato della situazione, la morte, che aleggiava sulle vite di Oscar e Caterina, sarà l’evento che porterà fine alla loro incapacità di vivere.

“Fiori finti” è la storia di Eleonora che incontra Valentina, figlia di Elisa, sua carissima amica morta qualche anno prima. Valentina vorrebbe che Eleonora le svelasse il segreto che celava sua madre. Così, all’anziana donna ritornano in mente i ricordi di una vita della quale Elisa ha fatto parte integrante, aiutandola a intraprendere un percorso intellettuale del tutto nuovo. Il viaggio di Eleonora è un viaggio alla ricerca della verità, alla ricerca di se stessi e del modo in cui superare la paura della morte, una paura che abbandonerà in quanto accompagnata dalla presenza lontana ma vicina della sua amica Elisa.
Ne “Il viaggiatore” il viaggio che viene compiuto da un uomo lo porta a visitare posti sperduti o mai esistiti. In realtà, a mio parere, questo è il racconto più intimista dei quattro. Il viaggiatore è la metafora dell’uomo che affronta la vita e che deve operare delle scelte in essa, scelte che giuste o sbagliate portano, in ogni caso, le loro conseguenze. Spesso, l’unico risultato del viaggio è tornare allo stesso punto, come se non si fosse mai partiti. E il fallimento del viaggio stesso, della propria vita.
Ne “L’ultimo autunno” Anna è una scrittrice che, totalmente immedesimata nella parte della protagonista di un suo racconto, si ritrova fusa nella sua fantasia, inghiottita da un albero, come linfa vitale in un silenzio assordante immersa nei colori autunnali.
Nel libro “Quattro racconti… quattro” di Anna Cibotti le storie ivi descritte trattano tematiche sicuramente non banali. Anche se, secondo il mio parere, avrebbe avuto bisogno di un editing per renderne più agile la sua lettura.

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