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Recensione da Il Mondo dello Scrittore

l'incrocioL’incrocio di Anna Cibotti

L’incrocio è un breve romanzo molto particolare, tipico dello stile narrativo dell’autrice che ama mixare il noir con quell’ingrediente sovrannaturale che, rilevante o meno, dona il giusto sapore alle storie.

Marzo, in una giornata piuttosto fredda, in cui la primavera tardiva non accenna a fare finalmente capolino, cinque viaggiatori si ritrovano fermi a un incrocio, in piena zona rurale. Una deviazione, causata da dei lavori in corso presenti sulla strada principale, li ha condotto fino a quel bivio, intrappolandoli improvvisamente in quella che potrebbe essere considerata una dimensione parallela. Un luogo in cui ognuno deve espiare le proprie colpe, prendendo finalmente coscienza di quanto gli è accaduto nella vita portandolo fino a quell’incrocio.

Cinque personaggi riassunti in quattro storie diverse. Quattro realtà nebulose, almeno tanto quanto lo diventa l’atmosfera nebbiosa intorno a loro, dopo che trovano rifugio in un capanno gestito da un contadino alquanto misterioso. Un uomo che li informa che altri, prima di loro, sono rimasti in panne proprio in quell’incrocio e sono stati costretti a passare la notte nella desolazione più assoluta della casupola.

Ed è nel corso di una lunga notte che conosciamo i personaggi protagonisti di quattro racconti diversi:

Il Professionista. Un uomo che, non comprendendo a fondo la natura della moglie, subisce una sorta di muta vendetta dalla stessa, ritrovandosi a dover affrontare i propri errori e le proprie mancanze.

La Coppia. Un uomo e una donna perseguitati da un fantasma che non vuole trovare pace, un’anima che crede le sia ancora dovuto qualcosa, se non altro per ciò che pensa di aver dato nel corso della propria esistenza.

Lo Scettico. Un uomo che non crede in nulla se non in ciò che può considerare reale e tangibile. Una figura che, fin dall’inizio, contrapporrà il proprio cinismo a quanto racconteranno gli altri, rifiutandosi di esaminare sé stesso e le sue inevitabili colpe.

L’Amorevole. Infine colei che ha investito molto in un rapporto impossibile da gestire, arrivando in questo modo fino alla fine. Una donna decisa a compiere il proprio cammino, nonostante gli evidenti ostacoli e la scarsa comprensione del proprio partner.

Dunque, quattro storie che racchiudono alcuni degli aspetti fondamentali spesso riscontrabili nella vita di ognuno e che portano a galla la reale natura degli esseri umani. Quattro situazioni che possono identificare effettivi sentimenti quotidiani, come il senso di colpa, l’ostinazione, la mancanza di comprensione, persino la gelosia e la perversa convinzione che l’essere sempre e comunque buoni, capaci di venire incontro al desiderio degli altri, possa portare a dei veri benefici. Figure umane costrette a togliersi la maschera e a rivelare ciò con cui realmente devono fare i conti, se non altro per espiare e per ritrovare il proprio equilibrio. La presa di coscienza di alcuni di loro chiuderà le questioni che hanno in sospeso e l’alba permetterà loro di poter rimettere in moto le rispettive autovetture e tornare nel mondo reale, alleggeriti di quel bagaglio oppressivo che si sono portati nell’anima fino a quel momento.

Tuttavia, una figura resterà ancora nel capanno… impossibilitata ad andarsene.

L’incrocio è un buon libro, scritto con molta fantasia e con uno stile accattivante. Presenta alcuni refusi dovuti, probabilmente, alla mancanza di esperienza dell’autrice nel produrre sé stessa, avendo utilizzato una piattaforma self. In ogni caso, le lievi mancanze non tolgono nulla all’aspetto narrativo e non impediscono lo scorrere della trama, che si snoda senza intoppi fino alla fine.

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