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Intervista a Laura Bucciarelli

Intervista a Laura Bucciarelli, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Da bambina mi piaceva scrivere storie di fantasmi o versioni alternative delle serie animate che vedevo in TV (oggi le chiamerebbero fan-fiction forse), ho proseguito scrivendo racconti brevi, ma in realtà la scrittura è arrivata davvero insieme al teatro. Solo quando ho incontrato i miei maestri di teatro (Isole Comprese di Firenze) ho pensato di poter dire qualcosa e dire veramente, soprattutto prestando la mia voce a qualcun altro. Adesso scrivo solo per il teatro, con la parola detta, rotonda, sonora. Mi piace che la scrittura abbia un corpo e che questo corpo, nel migliore dei casi, possa diventare la carne di un attore

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
A volte basta una frase, una foto, un titolo di giornale, il desiderio di risolvere una questione che mi assilla. Questo però riguarda più il contenuto che il modo. Mi ha sempre ispirato la prosa poetica: Virginia Woolf per esempio. Oppure la chiarezza di Raymond Carver. I particolari nei versi di Emily Dickinson. In generale direi che mi interessa la precisione, l’accuratezza, anche se difficilissime da raggiungere.

Parla della trama del tuo libro
Un uomo, una donna e una valigia, in una stanza vuota, si comportano come se fossero in fuga. Hanno paura di essere inseguiti.
Qualcuno bussa alla porta. Una ragazza dice di essersi persa e chiede di entrare. Presto qualcuno verrà a prenderla. E se fosse una degli inseguitori?
Tra diffidenze, avvicinamenti, soliloqui e intimità, i tre aspettano insieme. La donna immagina di sentirsi a casa; l’uomo non vuole pensare, si sente estraneo a tutto; la ragazza, costretta a rimanere, si sente fuori luogo. La valigia chiusa rimane al centro della scena, è il senso del mistero di essere lì, in quel momento. E quel luogo vuoto, ma pulito, pulitissimo, cos’è? Punto di riferimento su una mappa, polo di attrazione di chi si perde, rifugio, scatola-specchio dei pensieri…

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Tutto quello che scrivo prende spunto dalla mia timidezza, dalla mia incapacità di parlare ed esprimere le emozioni.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Da alcuni anni scrivo solo per il teatro, ma questo non vuol dire escludere qualcos’altro. Sono del parere che non ci si debba porre limiti anche se, per quanto mi riguarda, so quali sono i miei. So per esempio che la mia capacità di narrare è ancora debole.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Continuare ad imparare, cercare di focalizzare quello che scrivo per temi e stile, possibilmente continuare a cambiare, non chiudermi in una forma prestabilita, sperimentarne diverse.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Chi vuole scrivere deve scrivere. Leggere e scrivere. E poi far leggere. E far tesoro dei propri errori. Creare un proprio gusto, scegliere una direzione, non fermarsi.

Link all’acquisto – EEE

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