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Spirali di ghiaccio: recensione di Andrea Leonelli

Spirali di ghiaccio di Simonetta Brambilla

spirali di ghiaccioIl racconto lungo, Spirali di ghiaccio, scritto da Simonetta Brambilla, è ambientato nella realtà immaginata da Franco Forte in Chew9, in cui una droga è in grado di ripristinare il benessere di chi può permettersela, facendo interagire realtà e immaginazione. Per questa sostanza si sono scatenati conflitti anche nei mondi che ora ospitano la razza umana diffusasi in tutta la galassia.
Su uno di questi, chiamato Mary Anne, una squadra sarà inviata a investigare in merito alla misteriosa crescita, quasi sovrannaturale, della flora. La protagonista della storia, Anja, è sopravvissuta anni prima a un incidente che l’ha menomata, ciò nonostante, la ragazza ha rifiutato l’uso del Chew9 per curare le ferite. Durante l’investigazione verrà svelato un piano atto a destabilizzare l’equilibrio di potere che domina l’impero e, fra colpi di scena e azione frenetica, catturati dalla narrazione, si raggiungerà la conclusione del testo decisamente molto in fretta.
Nella storia si nasconde un messaggio ecologista, di tutela della natura e delle contaminazioni che l’uomo, anche suo malgrado crea, influenzando e modificando l’ambiente circostante.
Un monito a preservare un ambiente, anche se, in tale universo, di habitat disponibili ce ne sono milioni. Riuscirà l’essere umano a bruciare ogni suolo su cui cammina?
Mi sarebbe piaciuto che la storia continuasse, tanto ne sono stato coinvolto. Davvero un bel testo di fantascienza.

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