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Recensione da Il Mondo dello Scrittore

Il suo nome era Aprile di Elisa Barbaro

In questo libro, in cui è narrata la storia di Tommaso dall’infanzia alla maturità, non troviamo solo il percorso di crescita basatoilsuonomeeraapril sul singolo personaggio, ma anche l’evoluzione del tessuto sociale e degli attori comprimari che sono proposti.
Lo stratagemma usato dall’autrice è quello di narrare la vita comune attraverso lo svolgersi delle molteplici storie amorose e sentimentali del protagonista. Nello scorrere della trama, infatti, viene dato un contesto a ognuno dei personaggi con cui Tommaso ha una relazione, inquadrando in modo accurato sia il dove che il quando oltre al chi. I personaggi, tutti, sono bene strutturati e analizzati in modo da dare corpo alle vicende in cui molti lettori potranno, almeno parzialmente, ritrovarsi.

L’ambientazione racconta la realtà in cui le persone si muovono ed è proprio raccontando lo scorrere delle molteplici vite che la storia si dipana. Lo sfondo, in cui si svolgono le scene, è pennellato di personaggi e atmosfere che danno al quadro un sapore di realtà, non sono semplici quinte dipinte, ma veri e propri ricordi e immagini riportati nelle pagine. Una Sicilia in cui non si parla di mafia ma di famiglia e di amicizia. E una Londra, giustamente fredda e umida, a tratti appiccicosa, che porta poi il protagonista, finito il suo tratto di strada anglosassone, a tornare nella propria terra. Un richiamo non eludibile e dettato dalla nostalgia di ritmi, profumi e sapori nostrani. Un insieme unico di sensazioni a cui non si può rinunciare né resistere.
Particolare importanza viene data al contesto familiare in cui il personaggio principale cresce e sono definiti in modo esemplare i personaggi che lo circondano: fratello, genitori e nonna in primis, ma anche gli amici e il tessuto sociale in cui tutti interagiscono.
Seguiamo la crescita di Tommaso partendo dalla sua prima infanzia per arrivare fino a pochi giorni dopo il suo matrimonio, seguendo un filo logico che ci porta attraverso gli usi e i costumi presenti sia nella provincia che nelle città.
Ho trovato i primi capitoli del romanzo meno scorrevoli del resto del testo, dal mio personale punto di vista di lettore, uno dei motivi che hanno frenato di più la lettura sono stati gli inserimenti di dialoghi in dialetto siciliano e della loro traduzione, i quali hanno spezzato il ritmo della narrazione. Utili a inquadrare un certo tipo di contesto sociale, ma evitabili come stratagemma. Per il resto il libro è ben scritto, scorrevole e la lettura è risultata davvero piacevole.

Link all’acquisto – www.elisabarbaro.com

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