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Recensione di Bruno Bruni

Dentro un castello di carte di Marina Atzori

Recensione di Bruno Bruni“Sento che avete creduto a questa Favola, così come ci ho creduto io. Avete fatto bene, sapete? Perché i sogni aiutano a vivere, a sperare, respirare, a non mentire più.
I sogni salvano le anime perse per le strade e anche i gatti vagabondi.
Prima o poi, come succede per loro, troverete qualcuno di speciale che si prenderà cura di voi…”
Così finisce “ Dentro il castello di carte” L’Autore ( Autrice, anzi ) sbuca dal sipario appena calato, e si rivolge direttamente al Pubblico. Il momento magico di “ Sospensione dell’incredulità “ è terminato. Lo Spettacolo è finito, gli spettatori possono tornare a casa, camminando lieti e un poco sognanti nella sera tiepida, con il giusto rimpianto per una cosa bella già terminata. Lo so, lo so,questo è un libro, non ci sono spettatori ma lettori… Eppure la similitudine teatrale mi è venuta spontanea. C’è qualcosa della Commedia, in questo romanzo. Il tono lieve, l’ironia ed il sogno mescolati, forse. Ma non solo, leggendo mi venivano in mente immagini precise, forse contrastanti. Un teatrino vecchio, con stucchi e velluti rossi, una compagnia teatrale affiatata, di quelle che in scena si divertono loro per primi, ma anche, con stacchi bruschi, quei Cartoni Animati Giapponesi, ma quelli belli, di Miyazaki, pieni di Poesia. “Tutto tranne un romanzo,allora, deciditi” già vi vedo scuotere la testa.
Ma no. E’ proprio quando leggo un romanzo che mi piace, che io m’invento in parallelo il film, il teatrino. Quando trovo sentimento senza sdolcinatura, ironia senza volgarità, allora entro nella storia, e non vorrei più uscirne.
“ Dentro il castello di carte” è il seguito di un’altra storia, ma si legge anche da solo, come opera che vive di vita propria. E’ una Fiaba, come dice giustamente la frase finale. Una Fiaba, che parla d’Amore ( L’Amore c’entra sempre, magari in forma mascherata, in ogni storia che si rispetti )
ma anche di natura e di attaccamento a luoghi dell’Anima. Che poi è sempre Amore: per gli altri esseri viventi, per la propria terra. Una storia con protagonisti ben delineati e veritieri, alle prese con la Realtà come tutti, magari tormentati e con un passato difficile, come il protagonista maschile, personaggio interessante, dal carattere magari aspro, ma amante del suo lavoro a contatto con la Natura.,e romantico, in fondo, tenace e mai sottomesso, anche nelle difficoltà più moleste. Una Fiaba moderna, con vecchie auto che perdono i pezzi, giornalisti impiccioni e invadenti, e ristorantini tranquilli. Tutti elementi che nelle fiabe non esistevano, forse. ( Forse mi sbaglio di grosso: Taverne nel bosco, e carrozze, e Messi del Re incalzanti… Magari le cose cambiano di nome, ma la sostanza rimane, in fondo. ) Ma ci sono anche gli Animali Parlanti, ( O scriventi, in questo caso ) che della Fiaba sono una delle irrinunciabili colonne portanti. Gli Animali Consiglieri, gli Animali Saggi, simbolo di quella Natura che non è un qualcosa di staccato da noi umani, ma semplicemente parte della nostra essenza migliore. La Tartaruga Zippo ne è un memorabile esempio.
Un breve sogno, insomma, con il lieto fine. Che si legge tutto d’un fiato, come ho fatto io. Sperando che ci sia un seguito, naturalmente. Mettete il Titolo in locandina, e la data della Prima. Ho già l’abbonamento, sarò il primo al botteghino…

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