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Recensione di Sophie Sarti

Origine di Luz Marina Aguzzoli

da Les Fleurs Du Mal

“ORIGINE”: una discesa lenta ma intensa. Ecco perché cito Proust: “Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore.” In questa silloge troviamo le gioie, la natura e la speranza, per poi passare all’interno dell’artista e assaggiare il suo dolore. Un’analisi introspettiva in versi dal fuori al dentro, un’arte che lentamente fa schiudere mente e anima attraverso i suoi versi, semplici ma precisi. Delicati ma incisivi. Le parole sono il fulcro di ogni spazio vitale, lo riempiono di certezze rendendo concreti i pensieri. La poesia li sublima, eliminando il superfluo della prosa per arrivare al fulcro dell’uomo: la sua anima. Piccoli respiri che cambiano la prospettiva di un’isola cara all’autrice, che fanno vedere l’amore di una madre, che colorano l’assenza con la loro presenza. Ecco, la speranza è il cuore pulsante di quest’opera; il cielo può diventare nero e la luna nascondersi, ma le stelle brilleranno per dare a chi cammina la speranza del domani. L’autrice non si nasconde dietro a frasi ad effetto, si limita a sentire se stessa, a vedere gli altri e non solo a guardarli e a vivere la natura come il più grande di tutti i doni. Ha la consapevolezza che il bene è un valore effimero se ci si concentra a vedere solo il male, e quest’ultimo è una presenza costante che va compresa, abbracciata e superata per poter godere di tutto il buono che la vita ha da offrire. L’accento che pone sulle parole che sono come le rose: petali vellutati o spine velenose; l’analisi attenta all’arte che è arte e non poesia, la poesia che è arte ma ne viene distinta. Come se, le parole non potessero essere veicolo di bellezza. Ma cosa c’è di più bello di una tavolozza di lettere pronte a stupire con la loro danza melodiosa, ritmata e mai prevedibile. L’ Aguzzoli consegna nelle mani del lettore un pezzo della sua anima, lo cede con rispetto e reverenza, senza ergersi a saccente giudice di vita, ma rimanendo umile e sereno perché: “[…] anche se solo una parola toccherà il cuore di un’unica persona, ne sarà valsa la pena.” Ecco il senso, a mio parere, dell’opera completa. Quella di donarsi per un bene superiore e l’autrice lo fa con una naturalezza che mi ha colpito. Alcuni versi portano a delle riflessioni profonde, altri fanno volare attraverso le nuvole che diventano perle o attraverso terre di smeraldo e, planando nel dolore, si rinasce con una maggiore consapevolezza. Versi che vanno assaporati lentamente, intervallati e riletti, che vanno assaporati proprio come quei frutti di cui l’Aguzzoli parla per coglierne il retrogusto, individuale sebbene già scritto.

Sophie Sarti – lesfleursdumal2016.wordpress.com

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