Recensione di Adriana Riu

Che musica ascolti di Giancarlo Vitagliano

Dopo aver assaporato pagina dopo pagina “Che musica ascolti”, ho letto la biografia dell’autore Giancarlo Vitagliano Che musica ascolti - Thriller
poiché ero curiosa di scoprire che professione svolgesse la persona che aveva saputo coinvolgermi così tanto nel romanzo da lui scritto, thriller non intriso di sangue, ma d’amore e di musica. Scoprendo che Giancarlo Vitagliano è un cardiologo ospedaliero ho pensato che se un giorno avessi bisogno di uno “specialista del cuore”, vorrei tanto che fosse proprio come Il dott. Vitagliano poiché attraverso le pagine da lui scritte, egli manifesta il suo intento principale: la responsabilità verso chi gli sta intorno e la sensibilità e l’amore profondo verso il prossimo. Io penso che l’autore, oltre alla suspense “in graduale crescendo d’intensità”, oltre al fatto che fin quasi alla fine riesce a nascondere al lettore perfino se il prigioniero fosse un uomo o una donna, ci rende compartecipi dell’amore profondo che unisce Il casellante Ercole Borghi alla moglie Rebecca. I due coniugi vivono il loro “anziano” matrimonio con la freschezza di due giovani sposini e, pur non facendo niente di speciale, in ogni loro gesto, parola, frecciatina o sguardo, si avverte una squillante nota di amore puro e infinito. Il ritmo delle giornate di Ercole e Rebecca, l’ attesa angosciante della telefonata del figlio, l’approfondimento dell’amicizia col collega durante le loro scorribande notturne; il tutto è magicamente orchestrato dall’autore Giancarlo Vitagliano, che, chiaramente, dev’essere intenditore e amante appassionato della musica di tutti i generi. E’ proprio grazie ad un cambiamento di genere musicale che Ercole ci trascina nella sua pericolosa avventura e ci fa condividere le proprie emozioni: la trama si infittisce in un crescendo di note cristalline tenendoci col fiato sospeso fino al finale lieto e ben orchestrato.

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Una reazione a Recensione di Adriana Riu

  1. Giancarlo Vitagliano ha scritto:

    Che posso dire di una recensione così bella? Solo una parola: grazie, Adriana!

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