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Anna Cibotti presenta Il lamento della medusa

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Breve cronaca di una presentazione

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di Anna Cibotti

Ravenna, 6 maggio 2015. E’ una giornata nebbiosa, insolita per il mese di maggio. Sono le prime ore del pomeriggio e sono impegnata a scegliere il look più adatto alle circostanze con prove e riprove davanti allo specchio, infastidita dall’effetto crespo che l’umidità causa ai miei capelli appena lisciati dal parrucchiere.
Finalmente pronta vado a Ravenna e alla Libreria Feltrinelli dove si terrà la presentazione del mio terzo libro: Il lamento della medusa.
Sono tranquilla e non ho aspettative.
Il relatore che mi accompagna è il mio editore Giovanni Fabiano a cui mi “aggrapperò”, in caso di impasse. Ovviamente glielo dico e lui, sicuro, mi toglie ogni dubbio in merito. Mi accoglie una calda atmosfera colorata e l’intenso odore di stampa accarezza le mie narici col suo profumo particolare. La gerente mi avverte immediatamente che c’è stato un disguido con il giornale – Il RESTO DEL CARLINO-, l’annuncio dell’avvenimento non è stato pubblicato.
La ragione è ignota… cominciamo bene, penso.
La saletta che mi ospita, al piano superiore, è predisposta per accogliere una ventina di persone, sedute, nel caso servissero altre sedie…
Alle 18 l’avviso dell’inizio della presentazione. Ci sono poche persone; gli amici che non hanno ancora letto il mio libro.
Aspettiamo eventuali ritardatari per dieci minuti e poi si comincia.
L’editore ha preso la parola e ha introdotto quella che è stata una piacevole conversazione “in famiglia”.
Nessun imbarazzo da parte mia che dopo qualche minuto mi sono lanciata a parlare di me e del mio libro notando un palese interesse da parte dei presenti. Me la sarei cavata bene anche con una platea più numerosa, mi sono detta, ma tant’è…


Non avrei mai creduto di parlare di più del mio editore che in quanto a eloquio non difetta, anzi!
Esperienza interessante anche se non remunerativa, almeno per lui. La pubblicità è l’anima del commercio o la cultura è un optional?
Sembra una domanda di Marzullo, ma delle due l’una.
In poche parole; un autore deve darsi da fare per farsi conoscere o non serve, se nessuno legge?
Per chiudere voglio scrivere i versi che mi ha dedicato una collega, Allie Walker.
Li ho letti ai presenti e li ripeto qui.
Troppo belli!

Oggi ho bisogno di poesia che strappi e laceri la mia anima, che ustioni il mio cuore, che mi faccia sentire ancora, che mi faccia volare, senza gravità, al di là di stelle, della vita dell’universo intero. Oggi ho bisogno di poesia per ricordarmi chi sono.
A.W.

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