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4 chiacchiere con Jessica Beatrice Fletcher

In Interviste Impossibili

 

Interviste impossibili

4 chiacchiere con J.B. Fletcher interpretata da Anna Cibotti

 

                                                                                 MURDER, SHE WROTE

 

Cabot Cove, arrivo!

Gente, non sto più nella pelle. Sto per incontrare Lei, il mio idolo! Sono stata indecisa per ore – e quando mai! – su cosa indossare per intervistare la Signora del giallo. Infine ho deciso: visto che l’intervista si svolge nella atmosfera casalinga di Cabot Cove e non nell’elegantissima New York, un semplice tailleur pantalone sulle tonalità del marrone e mocassini a tacco basso andranno benissimo. Ah, non devo dimenticare il foulard al collo, non sia mai!

Ok, abbigliata come si conviene, e con un po’ di batticuore, busso alla porta di casa sua che, già lo so, si aprirà su un’incantevole cucina. Lei è lì, impegnata a battere velocemente sui tasti della sua macchina da scrivere.

Gabriella: Buon pomeriggio, Jessica. Posso chiamarti Jessica, vero?»

J.B. Fletcher: Buongiorno… certo, ma con chi ho il piacere?

G: Oh certo, scusami. Mi chiamo Gabriella Grieco, e sono venuta fin qui per una piccola intervista. Io sono una tua grande ammiratrice, sai? Ho letto tutti i tuoi romanzi, ma quello che mi è piaciuto di più è “Il cadavere ballò a mezzanotte”» (uhm, chissà perché, ma questa frase mi sembra di averla già sentita. Due-trecento volte.) Allora, puoi dirmi cosa stai scrivendo adesso?»

J.B.: Entra cara, le mie lettrici sono sempre le benvenute. Accomodati, come vedi sto lavorando sul mio ultimo libro. Sono ancora in alto mare e sai che ti dico? Una pausa mi ci voleva proprio!

“Il cadavere ballò a mezzanotte” ahahah, è stato il mio cavallo di battaglia, ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.

Ma che sbadata… posso offrirti una tazza di tè con una fetta di torta appena sfornata?

G: Ma certo, le tue torte hanno sempre un aspetto così bello… Ora finalmente ne conoscerò il sapore! Glom – un enorme boccone scivola giù senza sforzo – ottima! Senti, Jessica, tu una curiosità me la devi togliere… perché anche io sono una scrittrice in giallo, come te, e ho un dubbio che mi tormenta. Vorrei tanto sapere come diavolo fai a: cucinare in continuazione pranzetti succulenti e magnifiche torte; essere sempre presente sulle scene del crimine e nell’ufficio dello sceriffo; insegnare criminologia all’università; indagare nei luoghi più diversi del mondo; collaborare a film, show, e programmi vari; stare dietro a una caterva di nipoti, zii, prozii, cugini e amici vari… e scrivere più di quaranta romanzi in sì e no tredici anni?»

J.B.: Mia cara, a dirti la verità, spesso me lo chiedo anch’io. Penso che l’amore per la scrittura mi proietti inevitabilmente verso tutte le altre attività che, con molto impegno e fatica, non posso ignorare. I parenti, in effetti, sono tanti. Tra i miei e quelli del mio Frank… anche se vivo sola, non lo sono mai.

G: Allora, assodato che hai amici/conoscenti/eccetera in giro per il mondo, quello che mi interessa è approfondire alcuni particolari. Nello specifico, non ti sembra di avere un po’ troppi parenti leggermente in odore di malavita? Tra tenutarie di bordelli, distillatori di whisky, ladri, imbroglioni, falsari… insomma, non ti viene mai il dubbio che forse non è il caso di sbandierarli così?»

J.B.: C’è tanta letteratura in tutto questo, un po’ di “oscuro”, giova. Ormai, realtà e fantasia si alternano e si fondono in un connubio indistinguibile. Io ci vivo in questo cocktail di situazioni e poi come si dice, e vale per tutti, “parenti… serpenti.”

G: Parliamo adesso un poco di Cabot Cove. Più che una pacifica cittadina del Maine, abitata da pescatori e piccoli commercianti, mi sembra uno dei luoghi più pericolosi al mondo, tenuto conto che, fatti i dovuti calcoli, pare che in dodici anni circa il 3% dell’intera popolazione sia stato assassinato. Ma forse è per questo che ti ci trovi così bene, vero?»

J.B.: Bella domanda! Ma è proprio nei centri piccoli e nei paesi di campagna, dove tutti si conoscono e la tranquillità è scontata, che avvengono i crimini peggiori. Se poi c’è un’impicciona come me che scova oltre i fatti e le intenzioni… arriva la risposta.

G: In ultimo, una domandina maliziosa… C’è forse del tenero tra te e il dottor Seth Hazlitt? Gli cucini pranzetti e torte deliziose, viaggiate spesso insieme, lo si vede sempre in casa tua… Insomma, la curiosità viene!»

J.B.: Ah, ci siamo. Questa curiosità non poteva mancare. Il tenero c’è. Un forte e tenero affetto fraterno. La condivisione di principi, la sua irritabile impazienza, la sua golosità per i miei piatti che mi onora e la passione per la pesca, ne fanno un amico e un partner ideale. È un caro amico, un tesoro.

Ma veniamo a noi due. Mi dici che sei una scrittrice di gialli, Gabriella Grieco, giusto? Bene. Non appena uscirà il mio nuovo romanzo te ne manderò una copia in ricordo di questo piacevole incontro, ma… anche tu dovrai fare lo stesso. Ci conto.

Vedo con piacere che hai gradito la mia torta, posso offrirti quello che ne rimane?

G: E come faccio a rifiutare una tale proposta? Tanto, a dieta mi ci metto da lunedì… prossimo!

Interviste Impossibili, rubrica a cura di

gabry_MondoGabriella Grieco

Nata a Salerno, autrice di diversi romanzi gialli, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti per i suoi romanzi. Amministratrice dei gruppi facebook “La carica degli esordienti” e “Il Mondo dello Scrittore”

 

 

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