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4 chiacchiere con Jean-Luc Picard

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                             Interviste impossibili

4 chiacchiere con Jean-Luc Picard interpretato da Andrea Leonelli

 

                                                                                               

                                                             

 

Certo che quando ho accettato l’incarico come P.I.UFF. (Piccola Intervistatrice Ufficiale) di MdS, tutto pensavo meno che sarei stata catapultata addirittura nello spazio profondo, ma così profondo che ho paura di cadere! Però la paga è stratosferica (ma proprio nel senso che è tanto in alto che non la vedo neppure col binocolo), il pericolo è il mio mestiere, e allora come facevo a rifiutare?

E così eccomi qua, dopo essere stata risucchiata da un fascio di luce e poi sputacchiata sul ponte dell’Enterprise con questa specie di pigiamino che qua spacciano per la tenuta di bordo, in attesa che il Capitano Picard la smetta di cincischiare con i comandi dell’aeronave. O astronave. O nave. Insomma, con quella roba lì.

Ecco che si gira verso di me, finalmente!

D: Buongiorno, capitano. So che lei è molto impegnato, quindi inizio subito con una domanda che mi sta molto a cuore. Ecco, voglio dire… ma perché non cambiate stilista? È da quando in giro per i cieli svolazzava la vecchia Enterprise che avete questi orrendi pigiamoni! Oltre a essere brutti, credo siano anche scomodi, no? Insomma, se uno ha un’improvvisa urgenza fisiologica, rischia di non fare a tempo!

R: Buongiorno e benvenuta a bordo. Anche io rimpiango le vecchie divise: quelle femminili soprattutto erano decisamente più gradevoli da vedere, soprattutto se indossate con “nonchalanche” da alcune donne dell’equipaggio. Per la scomodità in effetti bisognerebbe fare qualcosa, passo le giornate a tirarmi nervosamente giù la giacca che è sempre troppo corta… Le urgenze fisiologiche qua a bordo sono di solito incursioni, ingressi non autorizzati a bordo e avarie al nucleo di curvatura, Geordi sembra che tenga insieme quell’affare con il nastro adesivo…

 

D: Ho visto che lei siede nella stessa posa del suo predecessore, il Capitano Kirk. Mi dica, è forse un inconscio tentativo di emulazione, o è la poltrona che non cambia mai e c’è sempre quella protuberanza che costringe voi poveri capitani a stare seduti su una chiap su un fianco?

R: Come per il discorso delle divise, è una questione di aggiornamento. Hanno cambiato solo la fodera, le molle sono le stesse della poltrona di Kirk, mi sembra ancora di sentire la forma del suo sedere. Queste poltrone sono scomodissime, lo fanno per tenerci svegli e in allerta, ma insomma, almeno un poggiatesta o delle cinture di sicurezza, che qua ci sbalzano via ogni tre episodi. Qua fuori c’è sempre un gran traffico: manovre, corse, sorpassi a destra senza freccia, e se non metti la freccia metti il silurino per avvisare. Cornuto! Mi creda, qua fuori è affollato come la tangenziale ovest di Milano nelle ore di punta!

D: Lei è stato clonato, la sua mente è stata invasa da una sonda aliena che le ha lasciato dei ricordi, ha addirittura un cuore artificiale: non le viene mai di chiedersi: «Ma io, chi cavolo sono?»

R: Io sono Locutus di Borg… Ah, no. Maledette personalità residue. Io sono un uomo che viene dalla Francia, dove sarei potuto rimanere a coltivare uva e produrre vino. Ma sa com’è… Il fascino della divisa, so che piaceva alle ragazze e per uno come me, mingherlino e un po’ solitario, poteva essere un’occasione. Poi mi sono imbattuto in troppe traversie e ho lasciato perdere le donne, almeno fino ad un certo punto. Quel fascino in uniforme funzionava molto meglio per James Kirk che mezza galassia se l’è fatta in ogni senso.

 

D: La sua famosa manovra Picard viene studiata persino sulla “mia” Terra e viene portata ad esempio di come sia possibile volgere a proprio favore situazioni non esattamente ottimali. Ecco, rifacendomi alla domanda precedente, le chiedo se davvero ritenga giusto che solo a lei sia toccato l’onore della paternità della manovra.

R: Più che l’onore, l’onere… eravamo in una situazione estremamente pericolosa e mi sono inventato quella roba lì per salvare le chiapp… la nave. Mi sono meritato il nome della manovra e una promozione su questo formidabile vascello con un inestimabile equipaggio.

(sottovoce, nell’interfono: Capitano a tutto l’equipaggio. Mi dovete TUTTI un giro al bar di prora e voglio vedere Data che canta e balla!)

D: E adesso chiudiamo con la domandina rosa che tutte le nostre lettrici saranno ansiose di sentire… Ci dica, quando la smetterà di perdere tempo e “concluderà” con l’affascinante ufficiale medico Beverly Crusher?

R: Beverly chi, scusa? La mamma di quel coso di Wesley che prendono in giro anche ai vostri tempi nella serie The Big Bang Theory”? NO NO NO, noi siamo solo amici… È una storia complicata. Ci sarebbero troppe ripercussioni. Cosa direbbe l’equipaggio? E poi… Cosa ne sapete voi di che succede la sera? Quando si spengono le luci questa nave è tutta un susseguirsi di sussurri, gemiti, passettini felpati nei corridoi… pare di stare in gita alle superiori o su Love Boat! E comunque, per tutti quelli che se lo sono chiesto, Beverly è una rossa naturale.

Adesso vada, svelta, che si sono appena disoccultati due incrociatori Klingon, un falco da guerra romulano e sono usciti dalla transcurvatura due cubi Borg… Non c’è mai un vigile quando serve! Le ho detto che c’è un gran traffico! Vada prima che gli intrusi appena rilevati a bordo facciano esplodere il nucleo! Roba di tutti i giorni.

 

Interviste Impossibili, rubrica a cura di

gabry_MondoGabriella Grieco

Nata a Salerno, autrice di diversi romanzi gialli, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti per i suoi romanzi. Amministratrice dei gruppi facebook “La carica degli esordienti” e “Il Mondo dello Scrittore”

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