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Chiara Sbrissa

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Chiara Sbrissa, vincitrice del 2° Premio Letterario Terra di Guido Cavani

finaliste tdgc

Chiara è alta, bionda, eterea, quasi una figura impalpabile di altri tempi. Ad accompagnarla c’è un uomo altrettanto alto ma decisamente più imponente come stazza, al punto che persino Moreno Coppedè ha dovuto alzare lo sguardo. Fattore non comune se si pensa che Moreno supera di gran lunga il metro e ottanta. Tuttavia, è Chiara a colpire l’immaginazione, lei con il suo sorriso aperto e sereno, con i suoi vivi e curiosi e con quel suo essere così unica. Sul palco, la sera della finale, due meravigliose visioni hanno soggiogato gli spettatori: Valeria De Cubellis, la precedente vincitrice del TDGC e Chiara. Entrambe alte, bionde, bellissime e dall’indubbio talento letterario.

di Chiara Sbrissa

“Scusi buonasera, mi scusi. Lei sa dirmi gentilmente dov’è il ristorante “La Roccia”?”

Il meccanico sbuca dal cofano della station wagon, le mani sporche di olio. Mi fissa pensante per alcuni secondi, poi ha un’illuminazione.

“Dovete tornare in giù, saranno otto nove chilometri, poi lo vedrete sulla destra”.

L’auto scivola fra le colline modenesi, avvolte in una silenziosa bellezza, quasi surreale.  Spunta qualche fioca luce a segnalarci che deve pur esserci qualcuno ancora sveglio. Dopo dieci minuti, in una sala che ricorda una balera dei fulgidi anni ottanta, un uomo di alta statura accoglie i finalisti: è Moreno Coppedè.

Sprigiona quella contagiosa allegria tanto che ci si sente un po’ come alla vigilia di Natale. E di vigilia infatti si tratta: quella della Finale del Premio Terra di Guido Cavani.

Complice Moreno a fare da collante, si supera un certo imbarazzo iniziale nell’incrociare sessanta volti mai visti prima. Cenando allo stesso tavolo, si condivide qualche pezzettino di sé, l’angolo d’Italia da cui veniamo, cosa facciamo di bello nella vita, la passione per la scrittura. E, come in una Vigilia, ci si scambia qualcosa. E sono piccoli regali, una stretta di mano, un sorriso, un’esperienza, un’emozione.

Emozioni che la sera dopo, nella cornice dell’Auditorium di Maranello, mi aprono il cuore.

Mi sento come quando, da bambina, guardo per la prima volta all’interno di un caleidoscopio. È un inimmaginabile mosaico di colori e sensazioni.

Ricevere il “Gran Premio delle Città” è una grande sorpresa.
Ricevere il Premio “Facebook – Passione Lettura” lo è altrettanto.
Vincere il TGC è tante prime cose belle messe assieme, un po’ come quando ti accorgi del primo fiore di marzo, fai il primo bagno al mare,  il sole fa capolino e ti scalda fra la neve.

Il mio profondo grazie va al grande Moreno Coppedè, anima appassionata e inesauribile fucina d’idee. Ringrazio i tre presidenti delle Associazioni, Irma Panova Maino, Maurizio Amato e Gianluca Gentile per la loro professionalità, per l’amore nei confronti della scrittura e l’energia nel trasmetterlo. Grazie ai giurati e all’intero staff che ha contribuito alla riuscita di un Premio così ben strutturato e organizzato in tutte le varie fasi, susseguitesi per un intero anno.
Ringrazio chi legge e ringrazio chi scrive.
Un sentito grazie a tutti coloro che, leggendomi, si sono emozionati.
Ascoltare la vostra voce mi arricchisce. È il cuore dei lettori a rendere vivo ciò che si scrive.

 

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